
“Semplificare la lettura delle statistiche non cambia la profondità del gioco”
Davide Fazio racconta le sue impressioni sui cambiamenti di Pokémon Champions e 10° generazione
INTERVISTA
Francesco Bulzis
3/12/20267 min read
C’è una data che ogni appassionato e appassionata di Pokémon cerchia in rosso sul calendario: il 27 febbraio. Per noi che, console in mano, ancora ci divertiamo a completare il Pokédex o a mandare in campo i nostri fedeli compagni di avventura, il Pokémon Day rappresenta il giorno: c’è chi si dà disperso dal mondo, chi cuoce nel brodo della curiosità e chi magari rivolge una preghierina nell’auspicio di vedere trailer che accendano il fuoco dell’entusiasmo. Quest’anno, ancor più degli altri, le emozioni erano amplificate: 30 anni è una cifra troppo importante per non aspettarsi dei festeggiamenti in pompa magna.
Una X come simbolo: il “decimum” romano come numero generazionale e un segno sul calendario dell’anno che verrà
Ecco, all’annuncio che l’a-noi-tanto-caro Pokémon Presents del trentennale sarebbe durato 25 minuti, la community si è praticamente spaccata in due: chi più e chi meno, ci siamo tutti chiesti “troppo? Troppo poco?”. Per rispondere a questa domanda abbiamo riportato qui sul nostro magazine, reduce dalla straordinaria top 8 all’EUIC, il nostro Davide Fazio: “il Presents ha portato ciò che volevo vedere dandoci una data di uscita (vicina) di Champions, e l'annuncio di Gen 10 era prevedibile nel trentennale quanto gradito”. The Pokémon Company ha voluto giocarsi questa carta per ultima, un effetto sorpresa che tanto sorpresa però non è stato. “Tolto questo però, sento che è stato un Presents un po' troppo "normale" per essere legato al trentennale”.
Il singolo evento è stato di basso profilo, più di quanto ci si potesse aspettare, ma non è azzardato affermare che – per quanto a prim’impatto possa sembrare paradossale (anche se abbiamo concluso con le trame di nona generazione) – il compleanno dei compleanni sia solo il punto di inizio delle celebrazioni: l’apice non potrà che essere al Campionato Mondiale di San Francisco. Celebrazioni che, a giudicare quanto della decima generazione ci è stato mostrato partono sotto i migliori auspici: “il trailer mi sembra interessante e sicuramente più promettente delle ultime volte che abbiamo assistito a lanci di gioco main line su Switch, che da fan del brand slegato al Competitivo purtroppo non mi hanno mai soddisfatto”. C’è ragione di sperare per dei giochi che ci soddisfino stante l’evidente salto grafico e che la data promessa per l’uscita dei giochi – quella sì che è stata una sorpresa – è l’A.A. (anno di Arceus) 2027: “Occhi aperti e dita incrociate quindi, ma con molte più speranze del solito!”.


E come ogni volta in cui escono nuovi giochi, ne parte anche un altro di gioco: cosa si sceglie? Prima di tutto la versione, magari mettendosi d’accordo con un amico per gli scambi degli esclusivi. Il nostro Deiv sul gioco non ha ancora “nessuna preferenza perché, per me, la farà la scelta del leggendario da copertina, è sempre stato lui il protagonista delle scelte”. E su questo siamo d’accordo, ma dato che ancora non conosciamo le box art vado di scelta solo basandomi sul titolo: Winds, per la ragione videoludica più banale – refrattarietà alle ambientazioni marine, che dubito però saranno esclusive di Waves. E gli starter? Beh, il web vede la community pressoché unanimemente d’accordo: piacciono tutti e tre. “Come starter ero convintissimo di prendere Ponbon appena annunciati, ma l'amore che internet sta dimostrando a Browt e al suo sguardo da duro mi sta dando dei seri dubbi sulla decisione finale”. Nel dubbio seguiamo la regola d’oro: prendiamo quello che, in lotta, sembrerà di farci giocare Incineroar.
Evoluzione extra, quinta mossa, terzo tipo: tutto è stato fatto, ma si può ancora dire “Eureka!”
Ironie a parte, questa nuova coppia di titoli main line sarà la prima a non vedersi dedicare ore di gioco per il building competitivo, con la presenza di Champions e soprattutto il fatto che uscirà l’anno prossimo, e soprattutto ancora non ci è dato sapere quale sarà la sua gimmick: le meccaniche di lotta sono state praticamente esplorate tutte. “Ogni anno si pensa che si abbia esplorato un po' tutto con le gimmick legate alla meccanica di gioco e quindi l'annuncio della seguente è sempre difficile da seguire ed azzeccare. Però essendo il primo titolo che non ha un focus obbligato sulle lotte avendo la sua controparte in Champions, ci sta che le gimmick e le idee nuove non siano tanto nel battle system quanto nel sistema e modo di giocare”. Effettivamente, per quanto riguarda le lotte, sono stati esplorati quelli che erano i sogni un po’ “proibiti” di qualunque giocatore e giocatrice: si può andare oltre lo stadio evolutivo finale? Si può avere una quinta mossa oltre le quattro canoniche? O anche un ulteriore tipo, oltre il massimo di due?
Come recita un iconico slogan: what else? Probabilmente c’è da allargare lo sguardo e pensare a una piccola rivoluzione: dopo quattro generazioni consecutive, dalla sesta alla nona, le lotte sul campo potrebbero non vedere più degli stravolgimenti. I quali saranno pian piano portati tutti su Champions, la cui idea alla base è sicuramente quella di “aumentare le persone interessate al Competitivo e la scelta della Megaevoluzione è sicuramente chirurgica a riguardo: è la meccanica competitiva che conoscono tutti; la Dynamax, per esempio, se non la giocavi ai tornei ed eri un casual, la consideravi solo nella storia e nei raid, mentre le mega rimangono nella testa di tutti per i nuovi design che spesso convincono i fan”. È curioso, infatti, notare come i nuovi giocatori si avvieranno al meta proprio quanto torna la meccanica che l'ha cambiato indelebilmente, appunto le mega: Pokémon Champions, per quanto mostratoci, promette di essere una entry per chi ancora non si è approcciato al competitivo. L’obiettivo sarebbe chiaro: attirare “i nostalgici di quei metagame tanto quanto i fan del gioco base”.
La rivoluzione copernicana del meta: il competitivo non girerà più attorno alle IVs, arriva l’era dell’Ev-centrismo
Come ci ha detto il Pardo, cambieranno drasticamente IVs ed EVs: le prime scompariranno, con una incidenza minima nelle strategie da adottare in campo, e le seconde si semplificheranno convertendosi nelle modifiche dirette alle statistiche di interesse. Come dimostra più che efficacemente il calcolo del danno nelle lotte, la matematica Pokémon è da studiare nelle università, indi per cui “la semplificazione del concetto di EVs è sacrosanta secondo me: spiegare ad un neofita la storia che conta una EVs su due dopo la prima e che sono multiple di quattro è inutilmente tediosa rispetto a dire "dai un punto qua, hai un punto statistica in più", quindi renderà leggibile il building senza togliere nessun layer di profondità al gioco”. Il timore che la fase di costruzione del team, e di conseguenza lo studio delle strategie da adottare, perdesse di complessità è lecito.


Uno degli assunti che ho sempre rivendicato è la profondità strategica delle lotte competitive, paragonabile a quella di una partita a scacchi: nel luogo comune del "gioco per bambini", questa dinamica era indubbiamente "da adulti". Possiamo dire che “la rimozione delle IVs è lì per aiutare i neofiti, ma sinceramente da veterano un po' spiace: esempi interessanti di come potessero fare la differenza ne abbiamo avuti nella storia e sarà un piccolo peccato non poter assistere a colpi di genio come gli Incineroar con le IVs negative per garantire il pivoting lento o Stakataka che poteva ottenere il suo Ultraboost in Attacco invece che in Difesa”.
Oltre che nelle dinamiche matematiche e di building, l’altra grande rivoluzione è il cross platform, sia nella possibilità di giocare tanto su console quanto su cellulare che per la comunicazione con Pokémon HOME: “Sinceramente spero che si possa usare il più possibile questa comunicazione tra i due giochi, avendo preparato per anni i tornei su Scarlatto e Violetto ho moltissimi Pokémon pronti ad essere trasferiti ed usati su Champions risparmiando tempo e risorse, e come me moltissime persone nella scena”. La nuova casa del meta – non è un azzardo definirla così – permetterà anche di ottenere i propri compagni di team “a chilometro zero”: sia la funzione di noleggio che di reclutamento effettivo consentiranno di plasmare le proprie necessità da zero anziché di intervenire su una build pensata per un’avventura main line che non per una lotta competitiva. “La facilità di avere basi adatte e pronte in poco tempo è il punto numero uno del nuovo stadio del Competitivo”, parola di chi ha i risultati a parlare per lui.
Una X come simbolo: l’incognita sulla nuova Regulation, la grande assente dall’equazione su ciò che ci aspetta
Oltre quanto già espresso, Pokémon Champions arriva in un momento di curiosa incertezza su come si comporterà il Competitivo d’ora in poi: a meno di un mese dalla fine della Reg F, nel momento in cui scrivo, manca ancora l’annuncio sulla nuova Regulation. Contestualmente “abbiamo avuto, tra il mio ricevere le domande e il tempo di pensare e scrivere le risposte, l'annuncio del formato M-A su Champions e della sua prima Gara Online a fine aprile”. Anche per l’online si chiude l’era di Scarlatto e Violetto, con l’apertura di quella delle mega: “Mi aspetto che da lì in poi si passerà a giocare su Champions permettendoci di avere una buona pratica sulla nuova piattaforma prima del main stage che offrirà il Mondiale, per il quale ogni esperienza accumulabile prima è più che ben accetta”.
La data indicata dai profili ufficiali, il 23 aprile, ha fatto comprensibilmente partire le speculazioni su quando la versione per Nintento Switch di Champions potrebbe rendersi disponibile al download: “Se lo abbiamo già la prima settimana di aprile secondo me ci sta, se lo abbiamo il 18 per il 23 invece è un po' campato per aria”. Come nel classico dilemma del “è nato prima l’uovo o la gallina?”, la domanda che anima i giocatori competitivi è “avremo prima Champions o la nuova reg?”. Si diceva che ancora non stati diramati annunci ufficiali, una situazione con un precedente, anche se vecchio di quasi due generazioni: “Abbiamo circa avuto un precedente con quello che è stato il primissimo EUIC, che vedeva Sole e Luna uscire quasi due settimane prima dell'evento, il che spiazzava tutti”.


È quasi un cerchio che si chiude, motivo per cui ho ripreso il titolo del primo paragrafo per quello conclusivo: con la piccola rivoluzione che ci aspetta, abbiamo più domande che risposte. Ci penserà la primavera a fornirne alcune, chiedendo al contempo ai giocatori una gestione inedita delle loro tempistiche di preparazione: “Io continuo a preferire l'avere del tempo tecnico per buildare e conoscere il gioco prima di un torneo ufficiale, ma la gara online a questo giro è stata messa come puro scopo conoscitivo e pubblicitario del gioco quindi lo capisco anche”. In attesa di ruotare le funzioni dell’Omnicerchio, conoscere i nuovi personaggi e scoprire cosa offriranno le nuove funzioni, abbiamo abbastanza per poter fantasticare – tenendo gli occhi puntati anche a giugno, quando arriverà anche l’incarnazione per telefoni. “Ora abbiamo il nome del formato (dove la A richiamerà il fatto che cicleranno come su ScaVio, mentre la M sarà indice della meccanica usata quindi le mega), quindi rimane solo l'attesa per i Pokémon usabili e le loro mosse per poter partire in quarta e giocare al meglio i tornei”.

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